sabato 19 gennaio 2008
venerdì 20 luglio 2007
Preposizioni e preposizioni composte
In mezzo a
La fontana è in mezzo alla piazza.
Davanti a; dinanzi a
Davanti alla legge tutti sono uguali.
Dietro (a)
Luigi abita dietro la scuola (alla scuola).
Sotto (a)
Nasconditi sotto il letto.
Sopra (a)
Ho lasciato la chiavi sopra il tavolo.
Di fronte a
Siediti di fronte a Lara.
Vicino a
Mi piace vivere vicino al mare.
Accanto a
Mi sono seduto accanto alla finestra.
Lontano da
Preferisco non abitare lontano dal centro.
Nei dintorni di
Cerco casa nei dintorni dell'università.
Dalle parti di
Aldo abita dalle parti dell'ospedale.
Intorno a
Facciamo una passeggiata intorno alla cattedrale.
In fondo a
C'è un buon ristorante in fondo a questa strada.
Oltre (a)
Il paesaggio cambia oltre il confine.
Presso
Abita presso i nonni.
Lungo
È piacevole passeggiare lungo il fiume d'estate.
In cima a
Siamo in cima alla montagna dopo tre ore.
Dentro (a)
La giacca è dentro l'armadio.
Fuori da, di
Hai lasciato le uova fuori dal frigorifero.
Entro
Devo finire di leggere il libro entro il 20 luglio.
"Dietro", "sopra", "sotto", "presso" e "dentro" hanno bisogno della preposizione "di" davanti ai pronomi personali.
Dietro di me c'è Luisa.
Addosso a
Il gatto si addormenta sempre addosso a Marco.
Prima di
Prima di uscire telefona a Pietro.
Dopo
Dopo la partita preparo la cena.
Verso
Se vai verso il centro ti accompagno.
Ci vediamo verso le sei.
Attraverso, tramite
Mi hanno avvisato tramite lettera.
Insieme a
Vado al cinema insieme a Eva.
Contro
Non posso farlo, va contro i miei principi.
Tranne, fuorché, eccetto
Sono venuti tutti tranne Fausto.
Secondo
Secondo il mio punto di vista è rischioso.
All'interno di
La lettera si trova all'interno della busta.
All'esterno di
Non bisogna lasciare rifiuti all'esterno del contenitore.
"Contro", "attraverso" e "verso" hanno bisogno della preposizione "di" davanti ai pronomi personali:
Non ho niente contro di te.
Ho solo buoni sentimenti verso di lui.
La fontana è in mezzo alla piazza.
Davanti a; dinanzi a
Davanti alla legge tutti sono uguali.
Dietro (a)
Luigi abita dietro la scuola (alla scuola).
Sotto (a)
Nasconditi sotto il letto.
Sopra (a)
Ho lasciato la chiavi sopra il tavolo.
Di fronte a
Siediti di fronte a Lara.
Vicino a
Mi piace vivere vicino al mare.
Accanto a
Mi sono seduto accanto alla finestra.
Lontano da
Preferisco non abitare lontano dal centro.
Nei dintorni di
Cerco casa nei dintorni dell'università.
Dalle parti di
Aldo abita dalle parti dell'ospedale.
Intorno a
Facciamo una passeggiata intorno alla cattedrale.
In fondo a
C'è un buon ristorante in fondo a questa strada.
Oltre (a)
Il paesaggio cambia oltre il confine.
Presso
Abita presso i nonni.
Lungo
È piacevole passeggiare lungo il fiume d'estate.
In cima a
Siamo in cima alla montagna dopo tre ore.
Dentro (a)
La giacca è dentro l'armadio.
Fuori da, di
Hai lasciato le uova fuori dal frigorifero.
Entro
Devo finire di leggere il libro entro il 20 luglio.
"Dietro", "sopra", "sotto", "presso" e "dentro" hanno bisogno della preposizione "di" davanti ai pronomi personali.
Dietro di me c'è Luisa.
Addosso a
Il gatto si addormenta sempre addosso a Marco.
Prima di
Prima di uscire telefona a Pietro.
Dopo
Dopo la partita preparo la cena.
Verso
Se vai verso il centro ti accompagno.
Ci vediamo verso le sei.
Attraverso, tramite
Mi hanno avvisato tramite lettera.
Insieme a
Vado al cinema insieme a Eva.
Contro
Non posso farlo, va contro i miei principi.
Tranne, fuorché, eccetto
Sono venuti tutti tranne Fausto.
Secondo
Secondo il mio punto di vista è rischioso.
All'interno di
La lettera si trova all'interno della busta.
All'esterno di
Non bisogna lasciare rifiuti all'esterno del contenitore.
"Contro", "attraverso" e "verso" hanno bisogno della preposizione "di" davanti ai pronomi personali:
Non ho niente contro di te.
Ho solo buoni sentimenti verso di lui.
venerdì 29 giugno 2007
Il monte Simeli
Il monte Simeli
C'erano una volta due fratelli, uno ricco e l'altro povero. Ma il ricco non dava nulla al povero e questi doveva provvedere con fatica al proprio sostentamento, commerciando in granaglie; e spesso gli andava così male, che non aveva il pane per sua moglie e i suoi bambini. Un giorno, mentre stava attraversando il bosco con il suo carro, scorse da un lato una grande montagna brulla; e poiché‚ non l'aveva mai vista, si fermò e l'osservò meravigliato. Mentre se ne stava là fermo vide venire dodici omoni dall'aspetto selvaggio e, credendo che fossero briganti, spinse il suo carro nella macchia, salì su di un albero e stette a vedere cosa succedeva. I dodici uomini andarono davanti alla montagna e gridarono: -Monte Semsi, monte Semsi, apriti!-. Subito il monte brullo si aprì nel mezzo, i dodici entrarono e, quando furono dentro, il monte si richiuse. Ma dopo poco si riaprì e gli uomini uscirono, portando dei sacchi pesanti sulla schiena; e quando si trovarono tutti quanti di nuovo alla luce del giorno, dissero: -Monte Semsi, monte Semsi, chiuditi!-. Allora il monte si richiuse, senza che si potesse più vedere alcun passaggio, e i dodici se ne andarono. Quando furono scomparsi, il pover'uomo scese dall'albero, curioso di sapere quale segreto si celasse in quel monte. Andò là davanti e disse: -Monte Semsi, monte Semsi, apriti!- e il monte si aprì anche davanti a lui. Egli entrò, e il monte era tutta una caverna piena d'oro e d'argento, e dietro c'erano dei grandi mucchi di perle e sfavillanti pietre preziose, ammucchiate come il grano. Il povero non sapeva proprio cosa dovesse fare e se potesse prendere un po' di quei tesori. Infine si riempì le tasche d'oro, ma lasciò stare le perle e le pietre preziose. Quando uscì fuori, tornò a dire: -Monte Semsi, monte Semsi, chiuditi!-. Subito il monte si chiuse, ed egli se ne andò a casa con il suo carro. Ora egli non doveva più preoccuparsi: con quell'oro poteva procurare il pane e anche il vino per la moglie e i figli; viveva felice e contento, dando ai poveri e facendo del bene a tutti. Quando il denaro finì, andò dal fratello, si fece prestare uno staio e ne prese dell'altro; ma i grandi tesori non li toccò. Quando volle prenderne per la terza volta, tornò dal fratello a farsi prestare lo staio. Ma quello già da un pezzo invidiava la sua ricchezza e gli agi di cui godeva in casa, e non riusciva a capire di dove venisse quella fortuna, n‚ cosa facesse suo fratello con lo staio. Allora escogitò un'astuzia e spalmò il fondo dello staio di pece; e quando gli fu restituito, c'era rimasta attaccata una moneta d'oro. Subito andò dal fratello e gli domandò: -Che cosa hai misurato con lo staio?-. -Grano e orzo- rispose l'altro. Allora gli mostrò la moneta d'oro e lo minacciò di citarlo in giudizio se non diceva la verità. Perciò il fratello gli raccontò com'erano andate le cose. Il ricco fece subito attaccare un carro, andò nel bosco, e meditava di portar via ben altri tesori. Quando giunse davanti al monte, gridò: -Monte Semsi, monte Semsi, apriti!-. Il monte si aprì, ed egli entrò. Tutte le ricchezze erano davanti a lui, e per un bel po' egli non seppe cosa prender per primo; alla fine raccolse le gemme, quante poteva portarne, e si apprestò a uscire. Tornò indietro, ma siccome non aveva altro in mente che i tesori, aveva dimenticato il nome del monte e gridò: -Monte Simeli, monte Simeli, apriti!-. Ma, non essendo il nome giusto, il monte non si aprì e rimase chiuso. Allora s'impaurì, ma più ci pensava, più gli si confondevano le idee, e tutti i tesori non gli servivano a nulla. La sera il monte si aprì, entrarono i dodici briganti, e vedendolo, si misero a ridere e dissero: -Merlo, finalmente ti abbiamo pescato! Pensavi forse che non ci fossimo accorti che eri entrato due volte? Non riuscivamo a prenderti, ma una terza volta non uscirai di qui!-. Allora egli gridò: -Non ero io, era mio fratello!-. Ma ebbe un bel chieder grazia! Checché‚ dicesse, gli mozzarono la testa.
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